Da Hürriyet del 15/04/2005

Non fu genocidio

Per il deputato Sukru Elekdag furono soprattutto gli armeni a massacrare i turchi. Una linea negazionista diffusa in Turchia.

di Sukru Elekdag

Che sosa è successo nel 1915?

La carta delle Nazioni Unite del 1948 definisce molto chiaramente il concetto di genocidio. Un atto è definito tale quando c'è l'intenzione di eliminare un gruppo a causa della sua appartenenza a una nazionalità, a una razza, a un'etnia o a una religione. Quindi dire che il governo ottomano voleva eliminare tutti gli armeni in quanto tali non è giusto. La deportazione decisa dal governo ottomano non riguardava tutti gli armeni; il vero obiettivo del decreto era spostare in altre regioni dell'impero quelli che impedivano l'azione dell'esercito ottomano sul fronte dell'Anatolia orientale.

L'ODIO TRA I POPOLI

Chi non era interessato al decreto?

Non erano deportati gli armeni cattolici e protestanti (la maggioranza degli armeni è di rito ortodosso gregoriano), i malati e chi faceva parte dell'esercito ottomano. Anche parte dei funzionari statali armeni e chi era considerato fedele allo stato ottomano non subì alcuna misura restrittiva. Gli orfani e le vedove non furono deportati ma sistemati in orfanotrofi o nei villaggi vicini a quelli in cui si trovavano. I commercianti, i deputati armeni e le loro famiglie restarono là dove erano.
Inoltre durante tutta la guerra gli armeni di Instanbul vissero tranquilli nella capitale dell'impero ottomano senza subire alcuna aggressione. Gli ebrei berlinesi potevano vivere normalmente mentre Hitler organizzava il genocidio degli ebrei in tutta la germania? Ecco una dimostrazione di come sia falso che gli ottomani avrebbero voluto eliminare tutti gli armeni solo in quanto armeni. Lo stato ottomano usò la deportazione solo per garantire la sua sopravvivenza, nel quadro del suo diritto alla legittima difesa.

Secondo lei quante persone morirono nella deportazione?

Non si può negare che degli armeni vi abbiano perso la vita. Come la carestia e le epidemie, l'odio tra i popoli ha portato - sia tra gli armeni sia tra i turchi - alla perdita di tante vite umane.
Molti documenti provenienti dagli archivi ottomani mostrano che, nonostante le buone intenzioni dello stato ottomano, la deportazione non si svolse come doveva. I propagandisti armeni hanno fatto passare i morti in Anatolia durante la guerra come vittime innocenti della crudeltà ottomana. Ma questa propaganda ha sistematicamente occultato una parte di verità. E cioè che gli armeni hanno compiuto stragi di turchi e musulmani.
A questo proposito la Direzione generale degli archivi ha pubblicato nel 1998 una ricerca intitolata "Le stragi armene in Anatolia e nel Caucaso secondo i documenti d'archivio". Quest'opera scientifica ha messo fine alla visione univoca sostenuta dai propagandisti armeni.
In realtà sulla base dei dati forniti da questo libro, 517.955 turchi sono morti tra il 1914 e il 1921 in seguito alle stragi compiute dagli armeni.

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