Da Osservatorio sull'informazione del 24/09/2005
Originale su http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=2&id_notizia=1067

Sulle orme di Ilaria e Miran, alla ricerca di rifiuti tossici

di Giuditta Lugh

Roma - Mauro Bulgarelli, on. dei Verdi, membro (autosospeso) della Commissione parlamentare sul caso Alpi-Hrovatin, Luciano Scalettari, giornalista di Famiglia Cristiana e Francesco Cavalli dell'Associazione Ilaria Alpi hanno presieduto ieri, mercoledì 21 Settembre a Roma la conferenza stampa a termine dei viaggi in Somalia compiuti questa estate. Presenti in sala anche Giorgio e Luciana Alpi.



Il viaggio, voluto da tempo, è nato dal desiderio di alcuni giornalisti del settimanale cattolico (Alberto Chiara, Barbara Carazzolo e lo stesso Scalettari) e Francesco Cavalli di testimoniare un paese afflitto da una guerra infinita, che vide la morte del cameraman Miran Hrovatin e la giornalista Ilaria Alpi nel lontano 1994, mentre stavano indagando su traffici illeciti italo-somali.
L'on. Bulgarelli, che ha dato rappresentanza parlamentare al viaggio, ha primariamente salutato i coniugi Alpi e ha spiegato le motivazioni della loro ricerca, resa possibile anche dall'avvento del nuovo governo somalo, presieduto da Abdullahi Yusuf, che ha come priorità proprio la pacificazione del Paese.



“Insieme a noi sono venuti anche il regista ed operatore Alessandro Rocca e un magnetometro, strumento che abbiamo imparato ad usare perché legge la presenza di metalli nel sottosuolo” afferma Bulgarelli “Le voci di materiale tossico seppellito in quella che è diventata, negli anni della sua instabilità politica, la discarica d'Europa girano da tempo. Noi ci siamo concentrati sulla famosa strada Garowe- Bosaso, costruita e voluta dal governo italiano ed ultimo tragitto proprio di Miran e Ilaria.
Abbiamo trovato testimoni che ci hanno indicato dei possibili siti, due autisti che alla fine degli anni '80 prelevavano fusti portati dalle chiatte al porto di Bosaso e li trasportavano in alcune fossi o frantoi per essere seppelliti.”
“Grazie alle loro indicazioni abbiamo rilevato, grazie al magnetometro, in tre siti una forte concentrazione di materiale ferroso, non normalmente presente nel terreno somale. E' un forte indice della possibile presenza di bidoni nel sottosuolo.
Lo steso tsunami li ha portati a galla. C'è un rapporto dell'agenzia per l'ambiente dell'Onu che denuncia la comparsa di nuove malattie e malformazioni presso i villaggi dei pescatori lungo le coste somale toccate dalla grande onda. Inoltre sono stati fotografati enormi vecchi fusti in metallo arenati sulle coste, e anche noi ne abbiamo trovati lungo le spiagge, pieni probabilmente di rifiuti tossici.”



“ Cosa ci ha spinto a fare tutto questo insieme? La voglia di essere testimoni e di essere là dove fu Ilaria” continua Francesco Cavalli “Abbiamo raccolto le testimonianze chiave di tre persone che furono con i giornalisti gli ultimi giorni di vita presso Bosaso: il loro autista, interprete e guardia del corpo. Mai nessuno in questi dieci anni li aveva ascoltati.”


Luciano Scalettari ha sottolineato come tutti i dati emersi dal terreno e le testimonianze raccolte saranno dati alla commissione Speciale Rifiuti e alla Commissione parlamentare sul caso Alpi-Hrovatin. ”La nostra permanenza è stata fruttuosa anche grazie all'aiuto del portavoce del presidente somalo Abdullahi, Yusuf Bari-Bari, che è stato con noi” ha concluso il giornalista.


Yusuf Bari- Bari è intervenuto alla conferenza stampa trasmettendo il desiderio di dare stabilità nuova al Paese, risanando le contraddizioni e l'immagine della Somalia come discarica internazionale, operando un monitoraggio scientifico e una bonifica profonda.
“Ho letto da un giornale italiano nel Giugno di quest'anno le accuse di un pentito che avrebbe confermato il beneplacito dell'attuale presidente della Somalia verso queste pratiche di occultamento illecito di rifiuti, durante gli anni di guerra civile mentre era a capo della regione nord del Puntland [dove si trova Bosaso, n.d.r], ma io rifiuto queste accuse. Il nuovo governo vuole per primo punire i colpevoli di tanto scempio.
Saluto anche i sig. Alpi, portando la collaborazione del governo nella ricerca della verità sull'assassinio.”



E' stato mostrato un breve montato del reportage compiuto: immagini ed interviste chiavi ai somali che hanno aiutato la spedizione a tracciare un nuovo percorso per una futura indagine.



Alcune domande all'on.Bulgarelli e al giornalista Scalettari sul loro abbandono della Commissione Parlmentare hanno concluso la conferenza, che ha vissuto i suoi momenti più intensi nelle parole dei coniugi Alpi.
“ Vedere voi in quella strada è stato per me come rivedere Ilaria e sapere che voi state portando a termine ciò che a lei era stato impedito di fare.” Ha detto Giorgio Alpi, visibilmente commosso.
"Noi chiediamo al governo somalo di promettere aiuto e collaborazione nella ricerca della verità sull'omicidio di nostra figlia" ha chiesto Luciana Alpi al portavoce a Yusuf.

I macigni ( più che sassolini) sono stati lanciati, ora occorre che vengano colti per dare nuova spinta all'indagine sulla morte di Ilaria e Miran e sul traffico di rifiuti tossici.

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