Da Il Giornale del 20/10/2005
Originale su http://www.ilariaalpi.it/index.php?id_sezione=2&id_notizia=1117

Omicidio Alpi-Hrovatin

“I militari italiani non hanno avvertito Ilaria del pericolo”

Giancarlo Marocchino, sentito dalla Commissione lo scorso 20 Ottobre, lancia un grave j’accuse contro gli uomini dell’allora comandante del contingente italiano, generale Carmine Fiore

di AA.VV.

Giancarlo Marocchino è uno dei personaggi chiave per capire perché sono stati uccisi Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. I due cronisti del Tg3 hanno trovato la morte in Somalia, a Mogadiscio, il 20 marzo di undici anni fa mentre indagavano sulla mala cooperazione italo-somala e su un traffico di rifiuti tossici in cambio di armi. Marocchino, uomo d'affari italiano espulso dalla Somalia nel novembre del '93, è stato il primo ad arrivare sul luogo del delitto e, secondo verbali processuali, avrebbe preso gli effetti personali di Ilaria Alpi, fra cui alcuni taccuini e la macchina fotografica. Questi oggetti, in seguito, non sono stati più trovati. Marocchino, sposato con una stretta parente dell'ex "signore della guerra" Aidid", fu espulso a fine '93 dalla Somalia, con l'accusa di traffico di armi. Il capo della divisione investigativa criminale della polizia somala, il colonnello Ali Jirow Sharmake, in un verbale messo agli atti dal pubblico ministero Giuseppe Pititto, il 26 luglio del 1996, ha dichiarato che la mattina del 20 marzo 1994, non appena arrivata a Mogadiscio da Bosaso, Ilaria Alpi ricevette una telefonata da Giancarlo Marocchino e si rec˜ presso l'abitazione del medesimo (ci sono testimoni che la videro uscire dal suo garage ndr) rimanendovi per circa un'ora. Inoltre ha affermato che l'attacco omicida fu attuato quando i due reporter uscirono dalla casa di Marocchino. La Commissione parlamentare ha accertato che Marocchino era un uomo del Sismi a Mogadiscio, anche se il responsabile del servizio segreto settore estero di allora, il colonnello Luca Rajola Pescarini, ha affermato di non conoscerlo. In questa audizione è emerso un elemento nuovo. Marocchino critica i militari italiani che sono andati a prendere Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, (al loro rientro da Bosaso il 20 marzo), all'aeroporto di Mogadiscio, per non aver avvertito i due giornalisti del grave pericolo che stavano correndo. Mogadiscio infatti era saccheggiata e teatro di violenze. In più un deputato ha affermato che la Toyota sulla quale sono stati uccisi i giornalisti è stata portata in Italia grazie all'intervento determinante di Marocchino. Per una maggiore comprensione e chiarezza pubblichiamo alcuni stralci dell'audizione di Giancarlo Marocchino a Palazzo San Macuto, svoltasi giovedi 20 ottobre, da parte della Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta dall'onorevole Carlo Taormina.




Taormina
Lei ricorda una cena che si svolse a casa sua qualche giorno prima che venisse uccisa Ilaria Alpi alla quale parteciparono alcuni giornalisti tra i quali Carmen La Sorella?
Marocchino
Sì.
Taormina
A casa sua molto spesso si verificavano questi incontri con gli italiani e fra italiani. Nella settimana che si concluse con la domenica del 20 marzo lei ricorda di aver tenuto una cena nella quale si celebrava il compleanno di uno di questi giornalisti. Se lo ricorda questo particolare?
Marocchino
Sì.
Taormina
Ci può dire cosa successe quel giorno?
Marocchino
Dobbiamo andare indietro di qualche giorno. Io ho avuto delle indicazioni confermate. Nei giorni della partenza delle truppe italiane c'era una banda che era contro gli italiani. Voleva rapire o uccidere degli italiani. Io andai al comando militare.
Taormina
Parlò con Fiore?
Marocchino
No, con Fiore forse parlai dopo. Forse ho parlato con Cantoni.
Taormina
Cannarsa?
Marocchino
No. Era uno grosso. Credo di aver parlato con Carlini. Avvertii che c'erano in giro voci che parlavano di persone che volevano rapire o uccidere italiani. Soprattutto a livello militare, perchè hanno fatto promesse non mantenute. Le camionette che uscivano dall'ambasciata erano molto più scortate di prima. Quando ho fatto questa cena mi hanno detto, guarda Giancarlo forse domani o dopodomani vogliono rapire dei giornalisti o sicuramente degli italiani.
Taormina
Chi glielo ha detto?
Marocchino
I miei informatori.
Taormina
Chi erano? Suoi dipendenti?
Marocchino
Erano dipendenti che parlavano con altri somali.
Taormina
Non ricorda il nome del suo informatore, del suo dipendente?
Marocchino
No. Alla sera mi hanno chiamato fuori, c'erano dei gruppi con i quali ero collegato anche per la mia sicurezza. E mi hanno detto di questo pericolo. Quella sera fuori avevo quaranta, cinquanta militari. Non avevo capi.
Taormina
Le disse con precisione che volevano uccidere o rapire?
Marocchino
Più che uccidere, rapire.
Taormina
Giornalisti o italiani?
Marocchino
Giornalisti, italiani, quello che trovavano. Si riferivano soprattutto ai militari. Una volta hanno preso una banda di balordi che avevano malmentato e avevano messo in prigione e qualcuno aveva rancore; è una mia deduzione. Però il rapimento era più serio perché significava soldi.
Taormina
Quando ha saputo questa notizia quella sera che cosa ha fatto?
Marocchino
Ho avvisato il Sis...(Sismi?, ndr) ho parlato con i giornalisti che erano a cena da me e li ho avvisati dicendo da andare via. Credo che l'indomani ho avvisato il generale Fiore e il comando. Quando io ho dato queste informazioni tutti i militari italiani sono rientrati al porto e all'aeroporto, la città era allo sbaraglio. C'erano i due giornalisti Porzio e Simoni in quel frangente. Il generale Fiore mi ricordo che mi ha detto queste testuali parole: "Guarda che tutti i giornalisti devono rientrare nel porto o nell'aeroporto, se tu tieni in casa dei giornalisti tu sarai responsabile della loro incolumità". La Simoni e Porzio sono voluti venire da me perchè si sentivano sicuri. Fiore disse: "sotto la vostra responsabilità". Allora questa voce (minacce ai giornalisti italiani ndr) circolava, c'era. Altrimenti il generale Fiore non avrebbe detto queste cose a Porzio e Simoni.
Taormina
Fiore aveva trovato conferma alla notizia che lei aveva avuto.
Marocchino
Sì.
Taormina
Dopo che è successo? I giornalisti con i quali lei ha parlato che hanno fatto?
Marocchino
La Simoni il giorno dopo è andata ai Nairobi e il suo operatore su una nave, la Garibaldi e gli altri sono andati via. Non c'era più rimasto nessuno in quella zona lì.
Taormina
I giornalisti che erano a cena da lei se ne sono andati dopo il suo avvertimento o se ne sarebbero andati via comunque?
Marocchino
Avevano già l'obbligo del comando militare italiano di rientrare al porto o aeroporto. Adesso io non riesco a concepire una cosa signor presidente. Quando Ilaria Alpi e il suo operatore sono arrivati all'aeroporto di Modadiscio dopo esser tornati da Bosaso. Sicuramente sono andati a prenderli gli ufficiali del contingente italiano. Perché non potevano attraversare tranquillamente l'aeroporto senza nessun controllo. Come sempre sicuramente mandarono una camionetta dei militari a prenderli. Non capisco come mai che questi militari che sono andati a prenderli non hanno detto a Ilaria Alpi e il suo operatore guardate voi non potete uscire o al massimo potete andare all'hotel quello che era vicino all'aeroporto. Non potete andare in città perché la città è abbandonata, ci sono saccheggi.
Taormina
Lei ha fatto delle indagini sull'omicidio dei due giornalisti?
Marocchino
Il giorno dopo mi sono interessato al motivo dell'omicidio. Le voci erano tante. Siamo andati a parlare con la donna del the che avrebbe visto i killer in faccia. Voi di queste donne del te ne avete sentite dieci. La vera donna del the che lo ha dato a questi delinquenti il giorno dopo l'omicidio era sparita. Ho mandato mia moglie a chiedere informazioni su questa donna che non c'era più. Io ho fatto delle indagini, infatti, quando stavano caricando i corpi di Ilaria e Miran sull'aereo militare italiano, all'aeroporto Fiore mi si avvicinò e mi disse: "Hai saputo il motivo di questo omicidio?". Io gli ho detto che sembrava dalle prime voci che questi volevano rapinare o sequestrare i cronisti Rai. L'uomo di scorta ha sparato per primo e questi hanno risposto al fuoco. Scialoja si era risentito mi ha mandato a dire tramite un uomo dei servizi che prima di dare informazioni dovevo darle all'ambasciatore. Io gli ho detto che Fiore mi aveva chiesto notizie e io avevo detto ciò che pensavo. Le indagini le ho fatte da solo, cioè con i miei uomini, anche con Bashir che voi avete sentito era uno dei miei uomini più vicini. Io ho spinto lui perché era quello un po' più balordo, però serviva in quel contesto, si poteva infiltrarsi. Infatti lui ha saputo questa cosa perché è andato a mangiare l'erba con questa gente (la banda che ha ucciso Alpi e Hrovatin ndr). Li è tutto un legame.
Taormina
Successivamente sono state fatte altre indagini?
Marocchino
Dopo anni io sono andato a prendere una commissione parlamentare all'aeroporto e l'ho portata da Ali Mahdi. Io mi sono adoperato per far venire in Italia l'autista, il ragazzo che ha sparato della scorta e altri personaggi che sapevano i fatti c'era Gaffo, il genrale Gilo..e Gas Gas.
Taormina
Sua moglie non ha parlato con la donna del the?
Marocchino
No almeno credo. Li è stata una cosa un po' confusa prima ha detto che era lei poi ha negato.
Taormina
Nella memoria che lei ha presentato alla Digos di Roma nel '98 scrive questo: "Facemmo per nostro conto altre indagini e mia moglie andò a parlare personalmente con la donna che aveva venduto il the ai banditi. La donna raccontò che la macchina degli assalitori era parcheggiata in attesa che Ilaria e il suo collega uscissero dall'hotel Hamana. Quando l'auto degli italiani è uscita i banditi stavano ancora bevendo del the e nella fretta di ripartire buttarono i bicchieri in terra infatti me li hanno rotti". Da questa sua dichiarazione sembrerebbe che ci fu un incontro con la donna che lei afferma sia quella che ha visto i killer in faccia. Ma lei un attimo fa ha detto che la vera donna del the è scomparsa dalla circolazione.
Marocchino
Signor presidente, mia moglie mi aveva confermato che era la donna del the. Poi è venuto fuori che la vera donna del the era una che le stava vicino, oppure ha fatto finta di non sapere per non essere uccisa. Io andavo sempre a questo albergo.
Taormina
Chi le ha detto che la donna con la quale aveva parlato sua moglie non era la donna del the?
Marocchino
Dopo abbiamo saputo che era un'altra donna. Queste persone prendono i soldi per dare informazioni allora una può dire sono io la donna del the non è quell'altra.
Taormina
Lei prima ha riso quando le ho chiesto se avesse fatto indagini con un avvocato, invece nella memoria che ho letto prima lei ha detto quanto segue. "Il giorno dopo andai con un amico avvocato somalo che parla bene l'italiano a parlare con la donne del the ma lei comincia a dire di non essere più sicura e di non averli visti in faccia. Era chiaro che non voleva più parlare per paura di essere uccisa. Dopo qualche giorno lasciò improvvisamente quel posto". Chi era questo avvocato somalo?
Marocchino
Non lo so se era un certo Tal“ che avete anche sentito
Taormina
Tornando alla sua memoria alla Digos le leggo un altro passaggio sul quale vorremmo chiederle dei chiarimenti. "Dalle informazioni raccolte risulta che fra i banditi risulta che ci fossero dei feriti. Inoltre si diceva che la banda fosse molto pericolosa e tempo addietro i militari italiani li avessero arrestati e picchiati. Al loro rilascio i banditi avevano giurato di vendicarsi sui militari italiani progettando di sequestrarli per averne il riscatto. Ma non avevano potuto realizzare le minacce perché negli ultimi tempi i militari italiani, avvertiti, uscivano solo con grosse scorte". Non torna il conto. Da chi ha saputo la notizia lei sulla banda? Uno può anche sapere che li hanno arrestati, ma chi glielo ha detto che li hanno picchiati?
Marocchino
Voci di popolo, era una cosa che si sapeva. Qui abbiamo il cellulare, la c'è il tam tam.
Taormina
Sarebbe interessante perché se li hanno arrestati avranno preso anche il nome e il cognome anche se li è un optional. Se fosse possibile avere il nome degli arrestati si potrebbero essere coloro che hanno fatto l'agguato. Ha avuto modo di fare un approfondimento su questa notizia? Qualcuno le ha detto qualcosa?
Marocchino
Io penso che quel gruppo del quale vi hanno dato i nomi siano loro. (La Commissione ha affermato di essere in possesso dei nomi di alcuni membri del commando fra coloro che avrebbero ucciso i due giornalisti del Tg3 ndr).
Taormina
Lei ha avuto conferme su queste persone picchiate che volevano vendicarsi?
Marocchino
C'era questa voce. Io infatti ho detto all'ambasciatore Cassini che faceva indagini sull'agguato di andare in ospedale a Mogadiscio perché avrebbe trovato, nel giorno dell'omicidio, i nomi dei feriti lasciati li. Uno o due feriti, uno sicuro. Credo che lui ci sia andato.
Taormina
Lei in un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana nel giugno del '99 afferma : "Ho conosciuto chi ha ucciso Miran Hrovatin. Il nome non lo so, non l'ho voluto sapere. Prima che parlasse ho dovuto assicurargli l'assoluto anonimato. Tre mesi fa, ai primi di marzo, ho organizzato a Mogadiscio un incontro con lui presenti i miei uomini. Volevo capire se il commando era stato pagato da qualcuno e se s“ perché. Volevo scuotermi di dosso l'assurdo sospetto di essere coinvolto nell'omicidio di Ilaria Alpi e del suo collega operatore. Gli faccio dire dall'interprete: io non c'entro niente davvero, tu dimmi ciò che sai".
Taormina
Si ricorda di aver rilasciato questa intervista a Famiglia Cristiana?
Marocchino
D'accordo però...avevano un contenuto molto diverso. In questa intervista io gli dicevo le cose e loro le mettevano giù a modo loro.
Taormina
Lei ha affermato di aver conosciuto chi ha ucciso Miran Hrovatin.
Marocchino
Non è che l'ho conosciuto di persona signor presidente. Sapevo che era uno di questi nomi che ci abbiamo dato. Sapevo che era quel gruppo, quella persona.
Taormina
Era un gruppo solo che faceva queste cose?
Marocchino
No.
Taormina
Chi è quel gruppo?
Marocchino
Era un gruppo che... adesso vi faccio un paragone. Io per andare da casa mia al porto di Mogadiscio, ci sono delle sbarre. Quel gruppo li era ad una sbarra, prendeva la tangente dalle persone che passavano di li. Io con i miei uomini armati non ci fermavamo davanti a loro perché eravamo quasi più armati di loro. Noi li passavamo però io dicevo guarda quello è il gruppo che ha ucciso i giornalisti. Sapevo che era quel gruppo che lavorava con una Land Rover che poi l'hanno verniciata, l'hanno cambiata. Sapevo che erano loro, ma se lei mi prende dei miei uomini e me li fa vedere io magari non li riconosco più.
Taormina
Quindi come dobbiamo interpretare questa frase: “Ho conosciuto chi ha ucciso Miran Hrovatin” prima di parlare gli ho dovuto assicurare l'assoluto anonimato.
Marocchino
Metto la mano sul fuoco che quel gruppo era quello che ha ucciso Ilaria Alpi, ma guardandoli in faccia non li riconoscerei. Se lei mi dice i nomi li cambiano...Di li ho detto facciamo quest'incontro per sapere le motivazioni dell'omicidio. Li ho saputo che ha sparato per primo(l'uomo di scorta di Ilaria ndr) loro hanno risposto.
Taormina
Lei dice che ha organizzato l'incontro con lui, chi ha ucciso Hrovatin, chi era questo lui?
Marocchino
Lui, uno di quei banditi, io sono andato con i miei uomini, ma non l'ho visto. Loro hanno mangiato l'erba io ero di la, loro venivano e mi dicevano guarda quello li ha detto cos“ cos“ e cos“. Il nome esatto io non lo so.
Taormina
Ma lei dice "Ho organizzato un incontro con lui". Come la devo mettere agli atti questa cosa? L'incontro con lui significa che lei ha parlato con lui?
Marocchino
No.
Taormina
Allora mi dica lei cosa significa?
Marocchino
Io ho fatto venire questa gente, sono andati in una camera a mangiare quest'erba e loro hanno parlato e mi hanno detto che il capo, uno dei numeri uno di questa banda è di qua che sta parlando con noi.
Taormina
Chi erano questi uomini che lei si era portato, c'era Bashir?
Marocchino
Credo che ci fosse anche lui.
Taormina
Dove è avvenuto quest'incontro?
Marocchino
Vicino casa mia, una casa della sicurezza di mia proprietà.
Taormina
Scusi avvocato Menicacci (legale di Marocchino ndr) lei non deve intervenire. La prego, se deve intervenire lo chieda perché l'indagato può anche avvalersi della facoltà di non rispondere. Il problema è un po' più delicato perché lei è stato sentito nel processo contro Hashi Omar Hassan, il 9 giugno del '99 dalla Corte d'Assise e dichiara: "Parlai direttamente con questa persona, io non ho voluto sapere il suo nome e non mi interessa di saperlo perché non potrei neanche dirlo perché io laggiù ho figli e moglie e vivo in quel Paese. Però io volevo sapere il motivo, se erano stati pagati per fare questa opera, oppure se c'erano altri motivi di questa uccisione".
L'avvocato difensore: "Che cosa le ha riferito questa persona?"."Parlai con questa persona, lui mi disse che erano già due, tre giorni che loro erano appoggiati, erano così in stand-by". Chiariamo questa prima contraddizione con le dichiarazioni che lei ha reso un attimo fa in Commissione. Successivamente lei ribadisce questo discorso, perché, sempre rispondendo alle domande dell'avvocato difensore lei dice che erano due o tre giorni che questi delinquenti, chiamiamoli così, erano sempre all'hotel Sahafi in cerca di far rapine o sequestri. Ci sono due notizie importanti qua: la prima è che lei ha parlato direttamente con la persona, contrariamente a quanto detto fino ad un attimo fa, secondo: dalla diretta voce del signor x lei sa che erano due o tre giorni che il commando era fermo all'hotel Sahafi, non all'hotel Hamana. Mi spieghi la contraddizione.
Marocchino
Senta signor presidente...io realmente la persona non l'ho vista...
Taormina
Guardi Marocchino, questo è il momento topico per lei e per la nostra Commissione, io le consiglio di dire, eventualmente se vuole consultarsi con il suo avvocato lo faccia, ma le consiglio francamente di mettere a disposizione della Commissione tutto quello che lei sa, guardi che noi sappiamo moltissime cose per cui forse con le sue dichiarazioni non aggiunge niente a quello che sappiamo, ma abbiamo bisogno primo di avere delle conferme, secondo di sapere il ruolo che a lei compete.
Marocchino
In quel Paese io ho vissuto una vita e sono quasi due anni che non vado più giù a Mogadiscio per la mia incolumità. Mia moglie ha abbandonato la casa a Mogadiscio, è a Londra e non è più andata a Mogadiscio.
Taormina
Lei mi vuol dire che io devo chiudere il circuito stampa? Lei capisce che qui la Commissione ha un interesse allo stato puro di conoscere come stanno le cose. Parlare con la persona che direttamente ha colloquiato con chi avrebbe ucciso Ilaria Alpi e Miran Hrovatin è un'occasione da non perdere. Chiudiamo tutto se vuole, lei chiede la secretazione dell'atto?
Marocchino
Sì.

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