Da Il Giornale d'Italia del 11/11/2005

L'uomo fece i nomi dei presunti mandanti e degli esecutori

Taormina rivela la fonte di Udine

Omicidio Alpi: La sua identità non era mai stata rivelata dalla Digos friulana per motivi di sicurezza

di Giorgio Giorgi

Mohamed Moamud Mohamed detto "Gar Gallo". E' il nome di una delle fonti della Digos di Udine che fecero i nomi dei presunti mandanti e degli esecutori dell'omicidio dei giornalisti Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, avvenuto in Somalia il 20 marzo di undici anni fa. Finora non era mai stata svelata l'identità per motivi di sicurezza. Ma il presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta Alpi-Hrovatin, Carlo Taormina, ha reso pubbliche le sue generalità in una audizione dell'organo parlamentare di palazzo San Macuto, a Roma, svoltasi lo scorso 25 ottobre. Taormina stava sentendo l'avvocato Stefano Menicacci, legale di Giancarlo Marocchino, uomo d'affari italiano che la stessa fonte della Digos friulana indica come uno dei mandanti dell'omicidio dei due cronisti del Tg3. Le dichiarazioni di questa fonte furono raccolte nel 1994 dall'allora dirigente della Digos di Udine, Antonietta Motta Donadio. Le fu chiesto di fare il nome di quest'uomo, ma si rifiutò per proteggere la sua incolumità. In questo modo però le sue dichiarazioni non poterono essere usate ai fini processuali. La Digos di Udine, infatti, si è avvalsa dell'articolo 203 del Codice di procedura penale, secondo il quale si può non rivelare l'identità degli informatori, ma le dichiarazioni di una fonte anonima non hanno nessun valore a fini giudiziari. Questa fonte, considerata attendibilissima, in quanto gli agenti fecero i dovuti approfondimenti in seguito alle sue dichiarazioni, disse che un peschereccio della Schifco, il cui capitano era l'italo somalo Mugne, faceva traffico internazionale di armi. Ilaria Alpi si era recata a Bosaso perchè seguiva questa pista. La fonte disse anche che del traffico di armi faceva parte anche Giancarlo Marocchino.



Nell'audizione della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti dell'11 febbraio 2004, Antonietta Motta Donadio affermò che grazie alla loro fonte “riuscimmo a definire esattamente il quadro dell'omicidio, individuando addirittura gli esecutori materiali, con nomi e cognomi, accertammo che si trattava di un gruppo di fuoco di sette persone che erano state portate sul luogo dell'eccidio da Giancarlo Marocchino, che nell'abitazione di Ali Madi e Moussa Bogor, che era sultano di Bosaso, il capo della polizia somala, tale Gilao e Marocchino, erano state individuate queste sette persone ed erano state portate sul luogo dell'eccidio dallo stesso Marocchino, che poi si allontan˜; ritorn˜ dopo che la giornalista e l'operatore erano stati uccisi ed aveva strappato dal block notes di Ilaria Alpi tre foglietti scritti che erano stati poi consegnati a Mugne e successivamente ad Ali Madi”.
Il presidente della Commissione Carlo Taormina, nei mesi scorsi aveva definito come depistatori gli agenti della Digos di Udine che avevano protetto la loro fonte, accusandoli inoltre di averne fatto una cattiva gestione. Negli anni seguenti il 1994 il vicequestore Donadio fu trasferita insieme ad un suo collega. Ora è capo di gabinetto della questura friulana. Pubblichiamo accanto un ampio stralcio dell'audizione del 25 ottobre scorso.


Taormina
Lei conosce un certo Mohamed Moamud Mohamed detto Gar Gallo?
Menicacci
No.
Taormina
Sicuro?
Menicacci
Gar Gallo?
Taormina
Eh.
Menicacci
Mai presidente, assolutamente.
Taormina
Di Padova.
Menicacci
No. So che Giancarlo Marocchino aveva rapporti con un somalo di Padova che era un imprenditore. Mi diceva che era malato.
Taormina
Che faceva?
Menicacci
Import-export.
Taormina
Di pezzi di ricambio.
Menicacci
Pezzi di ricambio. Cose di questo genere.
Taormina
Lei l'ha mai conosciuta questa persona?
Menicacci
Non mi ricordo se ci ho parlato, può darsi. Può darsi che negli anni passati io l'abbia contattato ma non recentemente. Taormina
Lei sapeva che questo era la fonte di Udine?
Menicacci
La fonte?
Taormina
Di Udine.
Menicacci
No. E non lo so tuttora.
Taormina
Glielo dico io allora.
Menicacci
Be lo dico perchè il 3 novembre io ho il processo per calunnia contro Sebri. E l'avvocato difensore di Sebri Domenico D'Amati (che è anche legale della famiglia Alpi ndr) ha chiamato a testimoniare la Donadio.
Taormina
Non facciamo entrare queste cose in una situazione che non ci riguarda. Quindi lei Gar Gallo non l'ha mai conosciuto. Può darsi che lo aveva conosciuto, sa che invece aveva un rapporto con questa persona di Padova.
Menicacci
Marocchino ha comprato un po' di roba qua e la. Ha telefonato a Torino, ha telefonato a Torino dove conosce alcuni somali, altri a Roma, credo che abbia contattato anche questo qua, ma non me ne ha parlato molto .
Si parla di altre questioni poi il presidente Taormina chiede ai colleghi parlamentari presenti nell'aula al IV piano di palazzo San Macuto se vogliono formulare qualche domanda. Prende la parola l'onorevole Carmen Motta (deputata dei Ds in seno alla Commissione ndr) che dopo aver posto alcune domande all'avvocato Menicacci gli pone un'altra domanda
Motta
Avvocato lei conosce Al Hassan Osobov?
Menicacci
No. Mai sentito nominare. Almeno non ricordo.
Motta
Non ha mica secretato prima il presidente?
Taormina
No.
Motta
Avevo capito presidente che lei avesse messo...
Taormina
No non è secretato.
Motta
No prima, quando ha chiesto all'avvocato...
(La Commissione procede per alcuni istanti in seduta segreta )
Motta
Quando lei prima ha chiesto all'avvocato pensavo che avesse .....(La Commissione procede di nuovo in seduta segreta)
Taormina
Sì ma non è....scusate, le persone con questa denominazione non sono una ma sono due. Quella della quale stiamo parlando è quella che l'avvocato Menicacci ha già indicato in Corte d'Assise che non ha nulla a che spartire con la persona che ci riguarda.
Menicacci
Io nemmeno ricordavo di aver fatto il nome.
Taormina
Sono due omonimi, tutti e due col medesimo nome.
(La Commissione procede nuovamente in seduta segreta)
Motta
Io....presidente adesso è aperto il circuito audiovisivo....
Taormina
Sì, è aperto. Si tratta di due persone che vengono chiamate allo stesso nome che non si sa manco poi chi sono. Quella della quale parla l'avvocato Menicacci è già stata pubblicamente indicata in Corte d'Assise, abbiamo letto semplicemente il verbale.
(Perché il deputato azzurro ha deciso di rendere pubblica questa fonte? E perché proprio adesso che i lavori della Commissione volgono al termine? ndr).

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