Da Il Resto del Carlino del 23/11/2005

STRAGE DI BOLOGNA

Carlos: 'C'era un compagno tedesco'

'Ma siamo sempre stati convinti che sia stata organizzata da servizi americani e israeliani'

di AA.VV.

Roma, 23 novembre 2005 - La strage di Bologna «siamo sempre stati convinti che sia stata organizzata da servizi americani e israeliani i veri padroni del 'terrore nero' in Italia». Intervistato dal Corriere della Sera, mentre è recluso nel carcere della Santè di Parigi, lo afferma il terrorista Ilic Ramirez Sanchez, detto Carlos, confermando che a Bologna il 2 agosto 1980 c'era il «compagno tedesco» Thomas Kram;

lo ha saputo, dice, «da un rapporto scritto» che «dovrebbe essere ancora negli archivi della nostra organizzazione dei rivoluzionari internazionalisti 'Orì. Il rapporto dice -afferma Carlos- che un compagno tedesco era uscito dalla stazione pochi istanti prima dell'esplosione».

«Era un insegnante comunista di Bocum rifugiato a Perugia -continua Carlos- Il giorno prima della strage era a Roma, pedinato da agenti segreti che lo seguirono anche sul treno per Bologna. Kram aveva solo un sacchetto di plastica con gli oggetti personali, ma se fosse morto nell'attentato sarebbe stato facile attribuirgli ogni colpa».

Intervistato dal 'Corriere della Sera tramite il suo avvocato italiano Sandro Clementi, Carlos spiega poi che «Kram non è mai stato membro della nostra Ori. Bisognerebbe chiedere a lui -aggiunge- se abbia dormito a Bologna e perchè: io lo ignoro». Quanto a Abu Saleh Anzeh, il terrorista soprannominato 'lo sciacallò risponde che «è ormai noto, dopo 30 anni, come il rappresentante in Italia del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (Fplp).

Per noi -aggiunge- era l'organizzazione madre, unita a noi da relazioni politiche e personali». E alla domanda se gli risultino minacce palestinesi contro l'Italia dopo l'arresto di Saleh, con l'autonomo Daniele Pifano, per i missili Strela sequestrati il 7 novembre 1979 ad Ortona, Carlos risponde che «quello era solo un trasporto logistico attraverso l'Italia e gli arresti furono una provocazione degli agenti nemici all'interno dei servizi italiani».

«Il Fplp non aveva bisogno di fare azioni contro l'Italia -sostiene Carlos- e ha sempre rispettato gli accordi bilaterali. Saleh -aggiunge- manteneva contatti ufficiali con i seervizi italiani civili e militari». Quanto a Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, condannati all'ergastolo per la strage, Carlos dice: «la mia opinione è che, se sono colpevoli, avevano qualcuno dietro. Qualcuno capace di manipolare giovani neofascisti -aggiunge- Come per piazza Fontana. Il fatto che non abbiano mai parlato, però, mi fa ritenere che siano innocenti».

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