Da Internazionale del 12/04/2007

Geografia della corruzione

E' il principale ostacolo al pieno sviluppo delle istituzioni democratiche. Ma la corruzione può essere sconfitta con controlli severi e punizioni esemplari

di Manuel Castells

Articolo presente nelle categorie:
Storia del crimine organizzato in Italia
Negli ultimi giorni due nuovi casi di corruzione hanno occupato i titoli dei giornali di tutto il mondo, uno nell'ambito politico e l'altro in quello imprenditoriale. La Commissione Europea ha chiesto di indagare su un importante caso di corruzione dei suoi servizi. Un alto funzionario italiano della direzione generale delle relazioni esterne, insieme all'assistente di un parlamentare europeo (l'ex star del calcio Gianni Rivera, del gruppo misto), avrebbe accettato tangenti da organizzazioni mafiose. In cambio avrebbe favorito alcuni appaltatori incaricati di fornire sedi estere alle delegazioni della Commissione Europea. La polizia ha compiuto una serie di ispezioni negli uffici della Commissione e in quelli di alcuni istituti bancari a Bruxelles, in Lussemburgo, in Francia e in Italia.
Contemporaneamente, ma senza alcun rapporto con l'episodio precedente, la polizia tedesca ha arrestato Johannes Feldmayer, un alto funzionario della Siemens, accusato di aver stipulato un accordo illegale con Wihelm Schelsky, il presidente dell'Associazione degli impiegati indipendenti arrestato un mese fa. Sembra che Feldmayer avesse pagato il dirigente sindacale affinché seguisse le indicazioni della società. In un caso similie, nel gennaio del 2006, il responsabile delle risorse umane della Volkswagen, Peter Hartz, aveva ammesso di aver corrotto il presidente del comitato di fabbrica.
Questi sono solo gli episodi più recenti di corruzione che caratterizzano tanto le istituzioni politiche quanto il mondo delle multinazionali. Naturalmente la maggiorparte delle decisioni politiche e imprenditoriali non è sospetta, ma nel mondo del potere la corruzione fa parte della pratica quotidiana.
In Spagna, gli episodi di corruzione sono frequenti nelle amministrazioni locali, in particolare nei comuni coinvolti nelle speculazioni urbanistiche delle coste mediterranee. Le conseguenze per l'ambiente sono devastanti: lo ha confermato una recente commissione speciale del parlamento europeo dopo aver condotto un'indagine nella comunità valenciana, a Madrid e in Andalusia.
Lo scandalo di Marbella, che ha coinvolto anche i consiglieri comunali, o quello più recente di Andratx, nelle Baleari, probabilmente sono solo la punta dell'iceberg.
Fatta eccezione per alcuni paesi, i casi di corruzione si moltiplicano in tutto il pianeta. Secondo alcuni osservatori parte del disastro della guera in Iraq (indipendentemente dalla legittimità della guerra in sé) è dovuta alla contiguità tra Pentagono e imprese private: innanzitutto la Halliburton del vicepresidente Dick Cheney, ma anche altre aziende che hanno ricevuto in subappalto incarichi nei settori della sicurezza e dell'amministrazione.
Blair è accusato di aver venduto titoli nobiliari ad alcuni finanziatori del suo partito. CHirac teme che dopo la fine del suo mandato, siano tirate fuori di nuovo le accuse di corruzione che pendono su di lui. Potrebbe essere questo uno dei motivi che alla fine lo hanno convinto ad appoggiare il suo nemico Nicolas Sarkozy nella corsa alla presidenza. Un accordo simile ha permesso al presidente russo Vladimir Putin di succedere a Boris Eltsin. L'ascesa al potere del Partito dei lavoratori brasiliano (Pt), speranza dei poveri del paese, è stata gravemente penalizzata dalla corruzione di alcuni importanti dirigenti, deputati e amministratori locali. Il Pt è sopravvissuto solo grazie al carisma e all'onestà del presidente, Luiz Inàcio Lula da Silva. In Cina continuano a cadere teste, compresa quella del sindaco di Shanghai, ma viene da chiedersi se non si tratti semplicemente di un regolamento di conti interno del Partito Comunista. In Giappone i capi della jakuza, la mafia giapponese, invitano alle loro feste i familiari di alti dirigenti politici, compresi a volte il premier e altri ministri.
E così potremmo tracciare una mappa mondiale dei governi e delle imprese all'interno di una vera e propria enciclopedia della corruzione, come quella che le edizioni Longman pubblicano da anni.
Transparency International pubblica regolarmente un rapporto della corruzione mondiale.
Ma allora, se lo fanno tutti perché preoccuparsi? Questo è il mondo reale, dicono alcuni, ed è sempre stato così. Anche gli economisti più autorevoli considerano la corruzione uno dei costi di cui le imprese devono tenere conto. Naturalmente entro certi limiti, senza esagerare. Il problema è che se non hanno fiducia nelle regole del gioco, i governi, le imprese e i cittadini tendono a seguire le proprie regole. E così si infrange il vincolo del rispetto della legalità che consente la convivenza tra cittadini. Si passa dalla competitività alla lotta per la sopravvivenza, dalla gestione delle istituzioni alla protezione delle mafie. E in questa lotta spietata sono sempre i ricchi e i potenti a vincere, il che contraddice il principio stesso della democrazia.
Non c'è quindi da meravigliarsi se, stando ai sondaggi, più di due terzi dei cittadini del mondo e il 60 per cento di quelli dell'Unione europea non si fidano dei loro governi né dei loro parlamenti. Ma esistono ovviamente delle eccezioni.

PRIMATO FINLANDESE
Secondo Transparency International, il paese meno corrotto del mondo è la Finlandia, seguito dalle altre democrazie scandinave. La Finlandia e i suoi vicini si distinguono per essere società culturalmente omogenee, con forti vincoli di identità interni, un basso indice di diseguaglianza e un ampio sistema di protezione sociale. Quando i bisogni essenziali di una persona sono garantiti e il sistema fiscale rende inutile superare certi livelli di reddito, e quando c'è un forte controllo sulla contabilità individuale e aziendale, la spinta alla corruzione diminuisce e la società tende a respingere il fenomeno. E guardate dove è arrivata l'economia finlandese: insieme a quella degli Stati Uniti è la più competitiva del mondo. Un altro paese con un bassissimo livello di corruzione è Singapore. E il suo caso è particolarmente soprendente perché Singapore si trova in una regione del mondo, l'Asia, dove la corruzione è la regola. Nel 1965, il fondatore della nazione, il legendario Lee Kuan Yew, fece capire molto chiaramente che il paese avrebbe potuto svilupparsi solo grazie ad una amministrazione pubblica efficiente ed onesta. Per ottenere questo risultato usò due metodi. Il primo fu quello di formare dei funzionari pubblici ad altissimo livello e di pagarli bene, meglio dei dirigenti delle multinazionali che avrebbero potuto corromperli. Il secondo fu di istituire un sistempa implacabile di vigilanza e repressione. Fu creata una unità speciale anticorruzione che dipendeva direttamente dall'ufficio del primo ministro e che aveva come priorità quella di vigilare sulle alte cariche. Uno degli episodi più noti è avvenuto nel 1987, quando il ministro dell'edilizia, responsabile del programma di edilizia pubblica che dava alloggio a più della metà della popolazione, si suicidò dopo aver ricevuto l'ispezione dell'unità speciale di controllo. Da allora non si è registrato più nessun altro caso di un alto funzionario sospettato di corruzione. E poiché ogni ministro è responsabile del suo dicastero, gli incidenti sono diventati rarissimi.

SINGAPORE E LA SCANDINAVIA
Tanto la Scandinavia quanto Singapore rappresentano situazioni uniche, ovviamente per motivi diversi. Ma quello che hanno in comune, e che non dipende dal loro contesto, è la combinazione di condanna sociale e meccanismo efficace di vigilanza e repressione.
In Spagna, per esempio, l'aumento delle ispezioni fiscali nel settore immobiliare ha portato alla riduzione delle evasioni e quindi della circolazione di denaro sporco che è alla base della corruzione. Non dimentichiamo che metà di tutte le banconote da 500 dell'Unione Europea circolano nel nostro paese. Il problema è che il ministero delle finanze non ha sufficienti poteri investigativi per investigare né per comminare sanzioni. Di fatto, una delle poche cose che si salvano della vecchia amministrazione pubblica, è il suo corpo di ispettori, noti per la loro competenza e grande professionalità. Se ci fossero le risorse umane e tecniche sufficienti e la possibilità di stabilire rapporti più diretti con la polizia giudiziaria, questi ispettori diventerebbero un'ottima arma contro deterrente la corruzione alla frontiera tra il pubblico e il privato. Anche se il governo Zapatero ha adottato misure esemplari in materia di controllo delle finanze personali delle alte cariche pubbliche, il cuore della corruzione si trova ancora ai livelli più bassi dell'amministrazione pubblica, in particolare nei municipi, e delle autonomie. Solo quando si renderà conto che non c'è impunità per nessuno, la società accetterà di rispettare alcune regole di trasparenza e di fiducia istituzionale senza le quali la convivenza non è possibile.

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