Da La Repubblica del 06/11/2007

Una partita ancora aperta

Articolo di Giuseppe D'Avanzo sul Corriere della Sera del 06/11/2007

di Giuseppe D'Avanzo

Articolo presente nelle categorie:
Storia del crimine organizzato in Italia1. Mafia
CHI è il capo della mafia? Il capo non c´è. E non ci sarà ancora per lungo tempo a Palermo e in tutta la Sicilia. Il capo non c´è perché al momento sul mercato mafioso non c´è un boss che abbia influenza per diventarlo, per fare il padrone degli altri. Non c´è nei pensieri degli uomini d´onore, divisi in fazioni e avvelenati da rancori antichi, l´idea di avere un capo di tutti. Non c´è nelle strategie di una Cosa Nostra che in questi mesi non ha strategie.
L´arresto di Salvatore Lo Piccolo - l´uomo capace per "autorevolezza" di tenere insieme una Cosa Nostra indebolita - è una buona opportunità per ridurre l´invasivo peso sociale della mafia, per sradicarne la patologia criminale. Lo Piccolo è a Palermo l´ultimo anello della catena di comando di Bernardo Provenzano (l´altro Matteo Messina Denaro non è palermitano, è trapanese). E´ il solo riconosciuto "capo" ancora in grado di "amministrare" il doppio modello organizzativo di Cosa Nostra nell´area nevralgica di Palermo: da un lato, la protezione e l´estorsione nelle borgate della città, quindi la raccolta violenta delle risorse destinate ai "picciotti", alle loro famiglie, alle spese legali, al sostentamento delle famiglie degli arrestati; dall´altro, gli affari che - orizzontalmente - coinvolgono le cosche e i capitali di tutti i mandamenti regionali. Se il primo modulo (l´estorsione) non è stato mai un problema per Cosa Nostra, il secondo (gli affari) è stato mortificato nel tempo dall´arcaicità dei Corleonesi di Riina e Provenzano che hanno cancellato il protagonismo della mafia siciliana sulla scena internazionale. A questa arretratezza Lo Piccolo lavora con pazienza e mano forte, coltivando un programma ambizioso e agevole come un uovo di Colombo. Se vedono giusto indagini lunghe e accurate, egli pretende che Cosa Nostra si risvegli dal suo torpore tornando come sempre «all´antico». Il mafioso arrestato a Carini scorge soltanto una possibilità per restituire a Cosa Nostra "centralità" e influenza, quindi il potere economico di un tempo. Occorre concedere agli "sconfitti" della guerra di mafia degli Anni Ottanta (gli Inzerillo di Passo di Rigano, gli Spatola dell´Uditore, i Di Maggio di Torretta, i Gambino del New Jersey) di rientrare a Palermo, di essere "ponte" tra l´Isola e gli Stati Uniti, dove gli esiliati sono cresciuti, per restituire all´organizzazione siciliana una rispettata e riconosciuta funzione di broker nel mercato mondiale legale/illegale.
L´arresto di Lo Piccolo interrompe ora il disegno in una congiuntura molto favorevole alla legalità. Non ci sono più a Palermo (non ci sono ancora) leader mafiosi che siano stimati così affidabili e carismatici per un piano tanto ambizioso da imporre alle "famiglie" una fiducia reciproca, l´abbandono di antichi rancori, l´oblio dei lutti che i Corleonesi hanno distribuito a piene mani. Può essere allora l´occasione per assestare un colpo formidabile alla mafia siciliana a condizione che le ruote di politica, economia, istituzioni e società non girino divaricate; che si sappia - per una volta - avvertire il momento storico e lavorare finalmente insieme accompagnando la crisi mafiosa con il rinnovamento di metodi, strategie, élites.
Da questo punto di vista, si osserva qualche lama di luce e ancora troppi coni d´ombra. Ci si può fare soltanto degli auguri, con controllato ottimismo. Ci si può augurare che il governo, che finora ha avuto soltanto un approccio moraleggiante alla sfiducia e alla passività dell´Isola, sappia offrire risposte più coerenti alle difficoltà siciliane, precisando obiettivi condivisi di sviluppo più soddisfacenti e dinamici delle proposte offerte dal sistema affaristico-mafioso. Ci si può augurare che i procuratori di Palermo non trasformino questo successo che viene da lontano - da un´altra stagione giudiziaria - in un pretesto per nascondere sotto il tappeto le divergenze che attardano l´ufficio, per occultare l´imbarazzante conflitto che, prima che tecnico-giudiziario, è culturale, "ideologico". Può essere la magistratura, e soltanto la magistratura, la protagonista del rinnovamento politico e sociale dell´Isola come qualcuno, con troppa autoreferenzialità e risentimento, sembra pensare a palazzo di Giustizia? Ci si può augurare che l´imprenditoria voglia liberarsi dell´antico giogo del "pizzo". Confindustria è impegnata a espellere chi paga il prezzo del ricatto, ma i commercianti? Con Lo Piccolo in carcere, ci si augura che sapranno trovare la forza per avere fiducia nelle capacità di prevenzione e protezione dello Stato.
Infine, la politica. Soltanto il sottosegretario alla Giustizia Luigi Li Gotti ha avuto l´audacia di osservare, nel turbinio ipocrita delle facili lodi, quanto sia «schizofrenico» che ci siano partiti politici entusiasti dell´arresto di Lo Piccolo mentre nel contempo «non solo accettano comportamenti gravi di collusione di propri esponenti ma, con la loro inerzia, li avallano», li giustificano, quasi li esibiscono per soddisfare quella «richiesta di mafia» che attraversa periodicamente la società siciliana. Per uscire dal vago, non si può accettare senza battere ciglio che il governatore dell´Isola, Totò Cuffaro, contratti in un retrobottega il tariffario sanitario regionale con Michele Ajello, probabilmente un prestanome di Bernardo Provenzano, senza che nello schieramento politico che lo sostiene si levi un dubbio o una sola voce di dissenso. Non è buon segno che, mentre i pubblici ministeri chiedono in tribunale la sua condanna per favoreggiamento, l´imputato sia sommerso, nelle assemblee elettive, di abbracci solidali. Della mafia spesso si dice che «tutto sembra nuovo perché tutto viene dimenticato». Oggi vale la pena, nell´entusiasmo provocato dalla "caduta" di Lo Piccolo, di ricordare che Cosa Nostra è apparsa spegnersi anche in altre occasioni e sempre è riuscita a risorgere. Se ci riuscirà ancora una volta o se, consapevole degli straordinari successi degli ultimi tre lustri, Stato e società sapranno finalmente ridurre a fisiologia il crimine siciliano, è purtroppo una partita ancora incerta.

Sullo stesso argomento

Articoli in archivio

XIII giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie
Oltre centomila da tutta Italia per ricordare e rinnovare l'impegno
di AA.VV. su Libera del 23/03/2008
Il sindaco di Firenze emette un ordinanza che vieta la presenza dei lavavetri per le strade
Scomparsi tutti i lavavetri. E' giallo
Multe fino a 230 euro o pene fino a 3 mesi di carcere. Basterà per fermare la mafia? Un cittadino: “Intanto aggiustiamo i tergicristalli”
di Roberto Bortone su mondoacolori.org del 28/08/2007

News in archivio

Blitz della polizia in una villetta vicino Palermo. In manette anche Sandro Lo Piccolo. Erano in una riunione con altri quattro boss. "Dopo Provenzano è capo di Cosa Nostra"
Mafia, arrestato Salvatore Lo Piccolo. Un nuovo pentito decisivo per le indagini
Francesco Franzese ex uomo di fiducia del padrino. Il figlio urla: "Ti amo papà". Era latitante dal 1983. Prodi: "Un successo dello Stato e di tutti i cittadini onesti"
su La Repubblica del 05/11/2007
Gli sconcertanti dati della Confesercenti sugli affari criminali. "La 'Mafia 'Spa è l'industria italiana che risulta più produttiva"
"La mafia? E' la prima azienda italiana". Per Sos Impresa 90 mld di utili l'anno
su La Repubblica del 21/10/2007
 
Cos'è Archivio900?
«Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)»... [Leggi]
Rassegna personale
Attualmente non hai selezionato directory degli articoli da incrociare.
Sponsor
Contenuti
Dossier
Finestre sul '900 italiano
Biblioteca
• Emeroteca
• Mediateca
Indice dei nomi
Indice delle sigle
Elenco delle fonti
Notizie dalla storia
• Cronologia '900
Citazioni
• Parole chiave '900
Directory degli articoli
News
Download area
Link
Collabora con noi
Notizie dalla storia
Notizie dalla storia
Community
• Forum
Elenco degli utenti

Sono nuovo... registratemi!
Ho dimenticato la password
• Sono già registrato:
User ID

Password
Network
Newsletter

iscriviti cancella
Suggerisci questo sito

Attenzione
I documenti raccolti in questo sito non rappresentano il parere degli autori che si sono limitatati a raccoglierli come strumento di studio e analisi.
Comune di Roma

Questo progetto imprenditoriale ha ottenuto il sostegno del Comune di Roma nell'ambito delle azioni di sviluppo e recupero delle periferie

by Mondo a Colori Media Network s.r.l. 2006-2017
Valid XHTML 1.0, CSS 2.0