Comunicato n. 3

Il comunicato numero tre delle Br e' stato trovato, la sera del 29 marzo, dopo un annuncio telefonico contemporaneo a Roma, Genove, Torino e Milano. Insieme al comunicato c' e' una lettera di Moro a Cossiga.

Documento aggiornato il 12/12/2003
L'interrogatorio, sui contenuti del quale abbiamo gia' detto, prosegue con la completa collaborazionc del prigioniero. Le risposte che fornisce chiariscono sempre piu' le linee ccntrorivoluzionarie che le centrali imperialiste stanno attuando; delineano con chiarezza i contorni e il corpo del "nuovo" regime che, nella ristrutturazione dello Stato Imperialista delle Multinazionali si sta instaurando nel nostro paese e che ha come perno la Democrazia Cristiana. Proprio sul ruolo che le centrali imperialiste hanno assegnato alla DC, su11e strutture e gli uomini che gestiscono il progetto controrivoluzionario sulla loro interdipendenza e subordinazione agli organismi imperialisti internazionali, sui finanziamenti occulti. sui piani economici-politici-militari da attuare in Italia il prigioniero Aldo Moro ha cominciato a fornire le sue "illuminanti" risposte.
Le informazioni che abbiamo cosi' modo di recepire, una volta verificate verranno rese note al movimento rivoluzionario che sapra' farne buon uso nel prosieguo del processo al regime che con l'iniziativa delle forze combattenti si e' aperto in tutto il paese. Perche' proprio di questo si tratta. La cattura e il processo ad Aldo Moro non e' che un momento, importante e chiarificatore, della Guerra di Classe Rivoluzionaria che le forze comumiste armate hanno assunto come linea per la costruzione di una societa' comunista, e che indica come obbiettivo primario l'attacco allo stato imperialista e la liquidazione dell'immondo e corrotto regime democristiano.
Aldo Moro, che oggi deve rispondere davanti ad un Tribunale del Popolo, e' perfettamente consapevole di essere il piu' alto gerarca di questo regime, di essere il responsabile al piu' alto livello delle politiche antiproletarie che l'egemonia imperialista ha imposto nel nostro paese, della repressione delle forze produttive, delle condizioni di sfruttamento dei lavoratori, dell'emarginazione e miseria di intere fasce di proletariato, della disoccupazione, della controrivoluzione armata scatenata dalla DC; e sa che su tutto questo il proletariato non ha dubbi, che si e' chiarito le idee guardando lui e il suo partito nei trent'anni in cui e' al potere, e che il tribunale del Popolo sapra' tenerlo in debito conto.
Ma Moro e' anche consapevolc di non essere il solo, di essere, appunto, il piu' alto esponente del regime; chiama quindi gli altri gerarchi a dividere con lui le responsabilita', e rivolge agli stessi un appello che suona come un'esplicita chiamata di "correita'". Ha chiesto di scrivere una lettera segreta (le manovre occulte sono la normalita' per la mafia democristiana) al governo ed in particolare al capo degli sbirri Cossiga. Gli e' stato concesso, ma siccome niente deve essere nascosto al popolo ed e' questo il nostro costume la rendiamo pubblica.
Compagni, in questa fase storica, a questo punto della crisi la pratica della violenza rivoluzionaria e' l'unica politica che abbia la possibilita' reale di affrontare e risolvere la contraddizione antagonistica che oppone proletariato metropolitano e borghesia imperialista. In questa fase la lotta di classe assume per iniziativa delle Avanguardie rivoluzionarie la forma della Guerra. Proprio questo impedisce al nemico di "normalizzare la situazione" e cioe' di riportare una vittoria tattica sul movimento di lotta degli ultimi dieci anni, e sui bisogni, le aspettative, le speranze che essa ha generato. Certo siamo noi a volere la guerra! Siamo anche consapevoli del fatto che la pratica della violenza rivoluzionaria spinge il nemico ad affrontarla, lo costringe a muoversi, a vivere sul terreno della guerra anzi ci proponiamo di fare emergere, di stanare la controrivoluzione imperialista dalle pieghe della societa' "democratica" dove in tempi migliori se ne stava comodamente nascosta Ma detto questo, e' necessario fare chiarezza su un punto: non siamo noi a "creare" la controrivoluzione. Essa e' la forma stessa che assume l'imperialismo nel suo divenire: non e' un "aspetto ma la sostanza", I'imperialismo e' controrivoluzione. Fare emergere attraverso la pratica della Guerriglia questa fondamentale verita' e' il presupposto necessario della guerra di classe nelle metropoli.
In questi ultimi anni abbiamo visto snodarsi i piani della controrivoluzione; abbiamo visto le maggiori citta' italiane poste in stato d'assedio, lo scatenarsi dei "corpi speciali" e degli apparati militari del regime contro il proletariato e la sua avanguardia; abbiamo visto le leggi speciali, i Tribunali Speciali, i campi di concentramento abbiamo visto l'attacco feroce alla classe operaia e alle sue condizioni di vita, I'opera di sabotaggio e repressione delle lotte dei berlingueriani e l'infame compito che si sono assunti per la delazione, lo spionaggio, la schedatura poliziesca nelle fabbriche. Ma abbiamo visto anche dispiegarsi il Movimento di Resistenza Proletario Offensivo (MRPO). L'iniziativa proletaria non si e' fermata, anzi si e' estesa ed ha assunto i contenuti e le forme della Guerra di Classe Rivoluzionaria. L'interesse del proletariato, I'antagonismo degli sfruttati verso il loro oppressore, i bisogni e la volonta' di lottare per il Comunismo, vivono oggi nella capacita' dimostrata del MRPO di sferrare l'attacco armato contro il nemico imperialista. Questo bisogna fare oggi. Estendere l'iniziativa armata contro centri economici-politici-militari della controrivoluzione, concentrare l'attacco sulle strutture e gli uomini che ne sono i fondamentali portatori, disarticolare a tutti i livelli i piani delle multinazionali imperialiste.
E' fondamentale pure realizzare quei salti politici e organizzativi che la guerra di classe impone, costruire la direzione del MRPO, assumersi la responsabilita' di guidarlo, costruire in sostanza il Partito Comunista Combattente. Solo cosi' e' possibile avviarsi verso la vittoria strategica del proletariato. La violenza e il terrorismo dello Stato Imperialista delle Multinazionali che si abbattono quotidianamente sul proletariato dimostrano che la belva imperialista possiede si' artigli d'acciaio, ma dicono anche che e' possibile colpirla a morte, che e' possibile annientarla strategicamente. Come pure non incantano nessuno gli isterismi piagnucolosi di chi, intrappolato nella visione legalistica e piccolo borghese della lotta di classe, si e' gia' arreso ed ha accettato la sconfitta finendo inesorabilmente ad essere grottesco reggicoda di ogni manovra reazionaria. Il MRPO e' ben altra cosa e il dispiegarsi della guerra di classe Rivoluzionaria lo sta dimostrando. Portare l'attacco allo Stato Imperialista delle Multinazionali. Estendere e intensificare l'iniziativa armata contro i centri e gli uomini della controrivoluzione imperialista. Unificare il Movimento Rivoluzionario costruendo il Partito Comunista Combattente.

29/3/1978

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