14 Luglio 1938

Il fascismo e il problema della razza

Manifesto sulla purezza della razza Italiana Redatto da 10 scienziati ed elenco dei nomi di coloro che vi aderirono

Documento aggiornato al 24/02/2006

Approfondimenti / DOSSIER


 
I documenti
Le leggi razziali in Italia

In questa sezione sono riportate le Leggi Razziali emanate in Italia tra il 5 Settembre 1938 e il 29 Giugno 1939, che ricalcano essenzialmente quelle promulgate in Germania. Il primo documento ufficiale da cui sono poi scaturite le suddette Leggi Razziali, Ŕ il Manifesto sulla purezza della razza pubblicato il 14 Luglio 1938 a cui Ŕ allegata la lista delle personalitÓ che vi aderirono. Spulciando tra i nomi contenuti in questo elenco non mancano le sorprese. Inoltre non compare il nome di nessuna donna come del resto non compariva nell'organigramma di alcuna istituzione od organizzazione del Regime.
I
Le razze umane esistono. La esistenza delle razze umane non è già una astrazione del nostro spirito, ma corrisponde a una realtà fenomenica, materiale, percepibile con i nostri sensi. Questa realtà è rappresentata da masse, quasi sempre imponenti di milioni di uomini simili per caratteri fisici e psicologici che furono ereditati e che continuano ad ereditarsi. Dire che esistono le razze umane non vuol dire a priori che esistono razze umane superiori o inferiori, ma soltanto che esistono razze umane differenti.
II
Esistono grandi razze e piccole razze. Non bisogna soltanto ammettere che esistano i gruppi sistematici maggiori, che comunemente sono chiamati razze e che sono individualizzati solo da alcuni caratteri, ma bisogna anche ammettere che esistano gruppi sistematici minori (come per es. i nordici, i mediterranei, ecc.) individualizzati da un maggior numero di caratteri comuni. Questi gruppi costituiscono dal punto di vista biologico le vere razze, la esistenza delle quali è una verità evidente.
III
Il concetto di razza è concetto puramente biologico. Esso quindi è basato su altre considerazioni che non i concetti di popolo e di nazione, fondati essenzialmente su considerazioni storiche, linguistiche, religiose. Però alla base delle differenze di popolo e di nazione stanno delle differenze di razza. Se gli Italiani sono differenti dai Francesi, dai Tedeschi, dai Turchi, dai Greci, ecc., non è solo perché essi hanno una lingua diversa e una storia diversa, ma perché la costituzione razziale di questi popoli è diversa. Sono state proporzioni diverse di razze differenti, che da tempo molto antico costituiscono i diversi popoli, sia che una razza abbia il dominio assoluto sulle altre, sia che tutte risultino fuse armonicamente, sia, infine, che persistano ancora inassimilate una alle altre le diverse razze.
IV
La popolazione dell'Italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana. Questa popolazione a civiltà ariana abita da diversi millenni la nostra penisola; ben poco è rimasto della civiltà delle genti preariane. L'origine degli Italiani attuali parte essenzialmente da elementi di quelle stesse razze che costituiscono e costituirono il tessuto perennemente vivo dell'Europa.
V
È una leggenda l'apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici. Dopo l'invasione dei Longobardi non ci sono stati in Italia altri notevoli movimenti di popoli capaci di influenzare la fisionomia razziale della nazione. Da ciò deriva che, mentre per altre nazioni europee la composizione razziale è variata notevolmente in tempi anche moderni, per l'Italia, nelle sue grandi linee, la composizione razziale di oggi è la stessa di quella che era mille anni fa: i quarantaquattro milioni d'Italiani di oggi rimontano quindi nella assoluta maggioranza a famiglie che abitano l'Italia da almeno un millennio.
VI
Esiste ormai una pura "razza italiana". Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l'Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.
VII
È tempo che gli Italiani si proclamino francamente razzisti. Tutta l'opera che finora ha fatto il Regime in Italia è in fondo del razzismo. Frequentissimo è stato sempre nei discorsi del Capo il richiamo ai concetti di razza. La questione del razzismo in Italia deve essere trattata da un punto di vista puramente biologico, senza intenzioni filosofiche o religiose. La concezione del razzismo in Italia deve essere essenzialmente italiana e l'indirizzo ariano-nordico. Questo non vuole dire però introdurre in Italia le teorie del razzismo tedesco come sono o affermare che gli Italiani e gli Scandinavi sono la stessa cosa. Ma vuole soltanto additare agli Italiani un modello fisico e soprattutto psicologico di razza umana che per i suoi caratteri puramente europei si stacca completamente da tutte le razze extra-europee, questo vuol dire elevare l'italiano ad un ideale di superiore coscienza di se stesso e di maggiore responsabilità.
VIII
È necessario fare una netta distinzione fra i Mediterranei d'Europa (Occidentali) da una parte gli Orientali e gli Africani dall'altra. Sono perciò da considerarsi pericolose le teorie che sostengono l'origine africana di alcuni popoli europei e comprendono in una comune razza mediterranea anche le popolazioni semitiche e camitiche stabilendo relazioni e simpatie ideologiche assolutamente inammissibili.
IX
Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l'occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all'infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempre rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l'unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.
X
I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L'unione è ammissibile solo nell'ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall'incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.

I DIECI SCIENZIATI FIRMATARI
On. Sabato VISCO
Direttore dell'Istituto di Fisiologia Generale dell'Università di Roma e Direttore dell'Istituto Nazionale di Biologia presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche
Dott. Lino BUSINCO
Assistente di Patologia Generale all'Università di Roma
Prof. Lidio CIPRIANI
Incaricato di Antropologia all'Università di Firenze
Prof. Arturo DONAGGIO
Direttore della Clinica Neuropsichiatrica dell'Università di Bologna e Presidente della Società Italiana di Psichiatria
Dott. Leone FRANZI
Assistente nella Clinica Pediatrica all'Università di Milano
Prof. Guido LANDRA
Assistente di Antropologia all'Università di Roma
Sen. Luigi PENDE
Direttore dell'Istituto di Patologia Speciale Medica dell'Università di Roma
Dott. Marcello RICCI
Assistente di Zoologia all'Università di Roma
Prof. Franco SAVORGNAN
Ordinario di Demografia all'Università di Roma e Presidente dell'Istituto Centrale di Statistica
Prof. Edoardo ZAVATTARI
Direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Roma.

ELENCO DELLE PERSONALITA' CHE ADERIRONO AL MANIFESTO:

ACERBO Giacomo, COCCHIARA Giuseppe, LANZA Ugo, PINI Giorgio,
ACITO Alfredo, COGNI Giulio, LANZARA Giuseppe, POLI Athos,
ALESSANDRI Pino, COLIZZI Gioacchino, LA VIA Lorenzo, POMILIO Marco,ALESSI Rino COLLALTINO Collalto LELJ Massimo PODALIRI Guido
ALFIERI Dino CONSOLI Francesco LEMMI Roberto PREZIOSI Giovanni
ALMIRANTE Giorgio COPPOLA Francesco LEONI Enzo PUCCIONI Uberto
AMICUCCI Ermanno CORSO Raffaele LE PERA Antonio RAVA Maurizio
ANDALÒ Ugo Giorgio COSSIO Carlo LESSONA Alessandro RAVASIO Carlo
ANDREUCCI Giuseppe COSTAMAGNA Carlo LIVI Livio REA Leo
ANGELINI Franco COTONE Oberdan LODOLINI Armando RELLINI Ugo
ANTONUCCI Antonio CUCCO Alfredo LOLLI Mario RENDE Domenico
APOLLONI Livio CUTELLI Mario LORENZINI Paolo RICCI Marcello
APPELIUS Mario DAQUANNO Ernesto LUCHINI Alberto ROGNONI Gastone
ARCHIDIACONO Nicola De BAGNI Mario LUCIDI Giuseppe ROMANINI Alfredo
ARFELLI Felice DE BLASI Vito LUPI Gino ROMANO Raffaello
AZZARITI Avv. Gaetano DEDEL Francesco MACRÌ Filippo ROSSO Gustavo
BACCAGLINI Alessandro DE DOMINICIS Adolfo MAGANI Michele RUCCIONE Mario
BACCIGALUPPI Mario DE FRANCISCI Pietro MAGGIORE Giuseppe RUFFILLI W. Erminio
BADOGLIO Pietro DELLE DONNE Michele MANCA Antonio RUSSO Giuseppe
BACCIOLI Vincenzo DELL'ISOLA Giuseppe MARCHITTO Nicola SABATINI Arturo
BUFFARINI GUIDI Guido DE ROSA Gabriele MARINI Marco SALVI Giunio
BALBO Emilio DE ROSA Ennio MARRO Giovanni SANGIORGI Giorgio
BALLARATI Giancarlo
DE RUGGIERO Stefano MARZOTTO Antonio SANTARELLI Enzo
BANCHER Dante Cesare DE SETA Enrico MORANA Domenico SARRI Corrado
BANISSONI Ferruccio DE VITA Pier Lorenzo MARTINOLI Ettore SAVARINO Santi
BARBARA Mameli DI CAPORIACCO Lodovico
MASINI Carlo Alberto SAVELLI Giovanni
BARDUZZI Carlo DI DONNO Alfredo MASSA Mario SAVORGNAN Francesco
BARGELLINI Piero DI GIORGIO Guido MASTROJANNI Alberto SCALIGERO Massimo
BAZZI Carlo DI MARZIO Cornelio MASTROJANNI Gabriele SCARDAONI Francesco
BELLINO Ugoberto DOMENICI Carlo MATARRESE Fortunato SCARPELLI Furio
BENIGNI Umberto DONAGGIO Arturo MAZZEI Vincenzo SCUDELLARI Giorgio
BEONIO BROCCHIERI Vittorio DONADIO Nicola MAZZONI Gino SEMIZZI Renato
BERGAMASCHI Carlo ELEFANTE Fernando
MEREGAZZI Renzo SEMPRINI Giovanni
BERNUCCI Giorgio Luigi ELLERO Pietro MEZZASOMA Fernando SERGI prof. Sergio
BIAGI Bruno EVOLA Julius MILANESI Guido SPAMPANATO Bruno
BIAMONTI Ettore FABIANO Giuseppe MISCIATELLI Piero SGABELLONI Massimo
BIANCOROSSO Rodolfo FABBRI Vittorio Emanuele MISSIROLI Mario SOFFICI Ardengo
BIANCINI Bruno FANFANI Amintore MITRANO SANI Gino SOLMI Arrigo
BIASUTTI Renato FARINACCI Roberto MODICA Aldo SORLINI Ferruccio
BIOLETTO Angelo Marco FERRI Carlo Emilio MOLINARI Riccardo SOTTOCHIESA Gino
BIONDOLILLO Francesco FESTA CAMPANILE MOLINO Walter SPARDINI Giacomo
BOCCA Giorgio FICAI Giuseppe MONTECCHI Mario STARACE Achille
BOCCASILE Gino FIORETTI Arnaldo MORMINO Giuseppe TACCHI VENTURI Pietro
BORGHESE Giacomo FLAVIO Quinto MURRI Romolo TALLARICO Giuseppe
BORRETTI Mario FLESCH Gislero MUSSOLINI Benito TASSINARI Renato
BORSANI Carlo FONTANELLI Luigi NAJ SAVINA Luigi TEDESCO Z. Vittorio
BOTTAI Giuseppe FORMOSA Raffaele NATOLI Romualdo TIRELLI Mario
BOTTAZZI Filippo FORTEGUERRI Giuseppe NERI Italo TOPPI Giove
BLASI Guglielmo FRANZI Leone
NICCO Carlo TOSTI Armando
BRIGHENTI Roberto FRASETTO Fabio NIEDDU Ubaldo TRITONI Romolo
BUSINCO Lino FRUGONI Cesare NOTARI Umberto TRIPODI Nino
CABRINI Luigi GABELLI Ottone OMARINI Giuseppe TRIZZINO Antonino
CALENDOLI Giovanni GAYDA Virginio ORANO Paolo TUCCI Giuseppe
CALLARI Francesco GARDINI Nino ORTOLANI Giovanni TURONE Mario
CALOSSO Claudio GARDINI Walter PACE prof. Biagio TURRINI Mario Felice
CALURI Bruno GARIBALDI Ferdinando PADELLARO Nazareno VALAGUSSA Francesco
CAMERINI Augusto GASTEINER Elio PAGLIARO Antonio VALENTE Rindo
CANEVARI Emilio GATTI Tancredi PALMIERI Nino VALLECCHI Attilio
CANIGLIA Renato GEDDA Luigi PAOLELLA Domenico VALORI Aldo
CAPASSO Aldo GEMELLI Padre Agostino PAPINI Giovanni VERCELLESI Edmondo
CAPPUCCIO Lino GENNA prof. Giuseppe PARIBENI Roberto VERDINI Raul
CARBONELLI Riccardo GENOVESI Cesare PASCOLATO Michele VIAN Cesco
CARNEVALE Em. Filiberto GENTILE Giovanni PAVESE Roberto VICHI Ferdinando
CASINI Gherardo GHIGI Alessandro PAVOLINI Alessandro VILLA Emilio
CASNATI Francesco GIANI Niccolò PEDRAZZA Piero VILLA Rindo
CASSIANO Marco GIANNETTI Berlindo PEDROCCHI Federico VILLARI Luigi
CASTELLETTI Giuseppe GIGI Lorenzo PEILLICANO Piero VINCI Felice
CAVALLUCCI Guido GIOVENCO Giuseppe PELLIZZI Camillo VISCO Sabato
CAZZANI Giovanni GIULIOTTI Domenico PENDE prof. Nicola VIZIANO Angelo
CECCHELLI Carlo GIUSTI Paolo Emilio PENNISI Pasquale
ZAPPA Paolo
CESETTI Giuseppe GRAY Ezio Maria PETRACCONE Giovanni ZAVATTARI Edoardo
CHELAZZI Gino GRAVELLI Asvero PENSABENE Giuseppe ZANINI Giuseppe
CHERSI Livio GRAZIANI Felice PERALI Pericle ZEDDA Ennio
CHIARELLI Riccardo GRAZIANI Rodolfo PETAZZI Giuseppe ZERBINO Paolo
CHIARINI Luigi GRAZIOLI Francesco S. PETTAZZONI Raffaele ZOJA prof. Luigi
CHIAUZZI Angelo GUARESCHI Giovanni PETRAGNANI Giovanni ZUMAGLINI Cesare
CHILLEMI Guglielmo GUERRIERI Ottorino PETRI Tommaso
CHIURCO Giorgio GUIDOTTI Paolo PETRUCCI Antonio
CIANETTI Tullio IMBASCIATI Bruno PETTINATO Concetto
CIANO Galeazzo INTERLANDI Telesio PIAZZA Giuseppe
CIMINO Alfio ISANI Giuseppe PICENO Giorgio
CIPOLLA Arnaldo LAMPIS Giuseppe PICCIOLI Angelo
CIPRIANI Lidio LANCELLOTTI Arturo PIERAMONTI Umberto
CLAREMORIS Maurizio
LANDRA Giovanni PICHETTI Guido
 
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´┐ŻIo so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realt´┐Ż ´┐Ż una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere)´┐Ż... [Leggi]
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