Da News Italia Press del 15/04/2005

La mafia italo-americana a Cuba

Il nuovo libro di Enrique Cirules, "La vita segreta di Meyer Lansky", rivisita un passato di stretti legami fra il governo del cubano Batista e le mafie italiche
La Habana - "La vita segreta di Meyer Lansky", è il complemento del libro "L'imperio della Habana", per il quale lo scrittore cubano Enrique Cirules è stato premiato con la dicitura "Casa de las Américas" nel 1993. Il suo ultimo libro, è innanzitutto la testimonianza di Jaime Casielles, a partire della quale il lettore si avvicina a una storia quasi sconosciuta dell'isola centro-americana alla fine degli anni '60, e alla vita di uno dei mafiosi più importanti del secolo, Meyer Lansky, un mafioso della taglia dell'italo-americano "Lucky" Luciano.

Il libro, infatti, offre un quadro delle attività della mafia italo-americana a Cuba , partendo dai dati storici fino ad arrivare alla fondamentale testimonianza diJaime Casielles , un personaggio legato a uno dei gangster più importanti del secolo scorso.

Lo scrittore cubano Enrique Cirules, 63 anni, e una vita pienamente vissuta, è nato a Nuevitas, una città portuale in cui è cresciuto "circondato da gente di mondo" (arrivavano 300 barche all'anno circa), e in una famiglia con una antica tradizione di pescatori.Meyer Lansky (il suo vero nome era Meyer Suchowljansky ), criminale e "re del gioco", uomo invisibile della mafia, ha fatto parte della storia criminale americana dagli anni '30 agli anni '80.

Le rivelazioni di Cirules riflettono il piano di Lansky di far diventare Cuba un paradiso del gioco e della prostituzione;L in aggiunta l'obiettivo è stato analizzare la complessa relazione di Lansky con i capi mafia italiani, come Lucky Luciano, e con altre famiglie del crimine internazionale con cui si sarebbe disputato il controllo dell'isola.

La testimonianza di Casielles è stata fondamentale per ricostruire questa storia, dato il fatto che Casielles è stato il braccio destro, guardia del corpo e autista, del capo mafioso dal '57 al '59.

La particolare storia di Jaime Casielles è il filo conduttore per rivisitare un passato di cospirazioni, complotti, alleanze e stretti legami fra il governo del dittatore cubano Fulgencio Batista e la mafia. "So che questo libro aprirà un'insieme di inquietudini, di nuove domande. So che quello che ricorda l'autista e guardia del corpo sulla vita segreta di Meyer Lansky avrà diverse letture. Soprattutto, quando si tratta dei passaggi che Casielles tenta di dimenticare ", dice Cirules.
Lansky, che nasce in Russia, sbarca, a nove anni, nel 1911, a New York, dove conosce "Lucky" Luciano (Salvatore Lucania). Il clan criminale formato da Luciano, Frank Costello (Francesco Castiglia), Benny ("Bugsy") Seigel, e Meyer Lansky, si consolida nel periodo dell'antiproibizionismo, quando le organizzazioni criminali avevano il controllo del commercio delle bevande alcoliche, e le principali attività erano il traffico di alcool, il riciclaggio di denaro sporco, la prostituzione, e il gioco d'azzardo (nei primi anni '20).
C'erano, in quel periodo, altre società mafiose, gruppi siciliani o napoletani, però il clan del siciliano "Lucky" Luciano aveva una particolarità: la presenza di un calabrese e due ebrei nella sua organizzazione, racconta il libro di Cirules. A questo punto, le famiglie di Joe Masseria e Salvatore Marazano dominavano le attività criminali a New York e nel resto degli Stati Uniti, e, per di più, Lansky era stato incaricato del controllo delle attività mafiose nell'area della Florida e dei Caraibi, prima che Luciano venisse detenuto ed arrestato.
Lansky viaggiava spesso a La Habana, e, nei viaggi, aveva cominciato a stabilire dei legami con il Generale cubano Fulgencio Batista. Cirules precisa i patti fra Batista e il leader mafioso, per esempio a partire della consegna di grosse somme di denaro in cambio del sostegno alla nascita di Casinò e importanti Hotels de La Habana.
A partire da diversi incontri, Lansky diventa il coordinatore dell'attività del gioco e altre attività criminali a Cuba. La liberazione di Luciano, dopo nove anni di prigione - e la deportazione in Italia - generano l'incontro mafioso più importante della storia. La mafia italo-americana si riunisce a La Habana nell'Hotel Nacional de Cuba .
In questo meeting si stabiliscono, fra gli altri, i fondamenti dell'apertura di Las Vegas, e il piano di Luciano, che non essendo in grado di tornare negli Stati Uniti, si stabilirà nella capitale cubana. Questo atto diventa una minaccia non solo nei confronti dei gruppi mafiosi degli Stati Uniti, che volevano il controllo assoluto senza la presenza di Luciano, ma anche per quanto riguardava il piano di Lansky, per il quale era già vicino il controllo dell'isola.
A questo punto, in America, la realtà della corruzione e la mafia cominciano a radicarsi come reazione nell'opinione pubblica, provocando ondate di indignazione, mentre Cuba si prepara a un nuovo colpo di stato con l'aiuto dei servizi segreti americani per sostenere, ancora una volta, Fulgencio Batista.
Con l'arrivo di Batista, le mafie italo-americane affrontano il clan di Meyer e chiedono la partecipazione nelle attività dell'isola .

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