27 giugno 1980

Ustica, cronologia di una strage

Fonte: Almanacco dei misteri d'Italia

Documento aggiornato al 24/02/2006
27 giugno 1980 - alle 20,59 il Dc9 Itavia Bologna-Palermo da' l'ultimo segnale, poi piu' nulla. Il primo avvistamento del relitto avverra' solo la mattina seguente. L'aereo e' precipitato. I morti sono 81. Le cause ancora ignote. La prima ipotesi e' quella del cedimento strutturale. Partono subito i depistaggi. Una telefonata a nome dei Nar sostiene che sull' aereo c'era Marco Affatigato, estremista di destra legato ai servizi.
8 luglio 1980 - il ministro della Difesa Lelio Lagorio, risponde al Senato alle interrogazioni sull'incidente, escludendo il coinvolgimento di aerei militari.

18 luglio 1980 - in Sila viene trovato il relitto di un Mig 23 libico.

2 agosto 1980 - attentato alla stazione di Bologna. 85 morti.

7 agosto 1980 - prima relazione della commissione ministeriale nominata dal ministro dei Trasporti Formica. Le ipotesi sono collisione in volo, bomba a bordo, missile o cedimento strutturale.

17 dicembre 1980 - Il presidente dell' Itavia Aldo Davanzali afferma di avere la certezza che si e' trattato di un missile lanciato da un aereo.

28 gennaio 1981 - il ministro dei Trasporti Formica revoca la concessione dei servizi aerei di linea all' Itavia.

16 marzo 1982 - la relazione finale della commissione d'inchiesta ministeriale esclude il cedimento strutturale ma conclude che non e' possibile stabilire se la causa dell'incidente e' stata un missile o una bomba.

gennaio 1984 - il pm Giorgio Santacroce formalizza l'inchiesta che passa al giudice istruttore Vittorio Bucarelli.

novembre 1984 - il giudice Bucarelli nomina una commissione di periti per stabilire le cause del disastro.

10 giugno 1987 - la ditta francese Ifremer comincia le operazioni di recupero della carcassa del Dc9. Il recupero sara' incompleto e si concludera' a maggio del 1988.

16 marzo 1989 - il collegio dei periti consegna a Bucarelli la relazione che propende per la tesi del missile lanciato da un aereo.

10 maggio 1989 -la relazione della commissione d' inchiesta governativa propende per l'ipotesi del missile, senza escludere la bomba. Escluso invece il coinvolgimento del Mig.

29 giugno 1989 - con l' audizione di Formica, la commissione stragi comincia ad occuparsi della vicenda.

27 maggio 1990 - due dei cinque periti si dissociano dalle conclusioni presentate nel marzo 1989 e sostengono la tesi della bomba a bordo.

23 luglio 1990 - l'inchiesta viene affidata al giudice Rosario Priore. Che nomina un altro collegio di periti.

27 settembre 1990 - la commissione stragi deposita in Parlamento la relazione su Ustica.

19 luglio 1991 - la societa' inglese Winpol, incaricata di completare il recupero del relitto, riporta in superficie la scatola nera.

15 gennaio 1992 - comunicazioni giudiziarie del giudice Priore contro ufficiali dell' Aeronautica.

14 aprile 1992 - la commissione stragi approva la relazione conclusiva dell'inchiesta su Ustica, che segnala in modo pesante reticenze e menzogne di poteri pubblici e istituzioni militari.

29 giugno 1994 - i periti degli ufficiali dell' Aeronautica inquisiti sostengono che si e' trattato di una bomba.

23 luglio 1994 - il collegio di periti nominato da Priore consegna una relazione che sostiene l'ipotesi della bomba a bordo, ma due dei periti presentano un'altra relazione che non esclude la tesi del missile.

17 giugno 1997 - per la perizia radar consegnata a Priore da un collegio di esperti, oltre al Dc9 erano presenti aerei militari.

31 agosto 1999 - il giudice Priore rinvia a giudizio i generali Bartolucci, Tascio, Melillo e Ferri per attentato contro gli organi costituzionali con l'aggravante dell'alto tradimento e altri 5 ufficiali, mentre dichiara di non doversi procedere per strage perche' ''ignoti gli autori del reato''.

26 novembre 2003 La tragedia di Ustica non fu certamente provocata dal cedimento strutturale del Dc9 dell'Itavia, ma probabilmente da un missile esploso dall'esterno dell'aereo. Il tribunale di Roma, a 23 anni dalla tragedia, dichiara responsabili i ministeri dei Trasporti, della Difesa e dell'Interno, e li condanna in solido a risarcire all'Itavia i danni, quantificati in circa 108 milioni di euro (210 miliardi delle vecchie lire).

La sentenza fa seguito al lungo giudizio intentato dall'Itavia, assistita dall'avvocato Giuseppe Alessi, nel 1981, pochi mesi dopo i fatti. L'Itavia ha sostenuto che il disastro di Ustica "non fu provocato da cedimento strutturale dell'aereo ma da un missile lanciato da un altro aereo, che la responsabilità dell'incidente era imputabile ai ministeri della Difesa, dell'Interno e dei Trasporti che non avevano garantito la sicurezza dell'aerovia assegnata alla Itavia e che i danni sofferti dalla società, che aveva cessato l'attività perché dichiarata decaduta da tutti i servizi di linea ed era stata sottoposta all'amministrazione straordinaria, erano pari allo stato passivo accertato dal commissario governativo".

30 aprile 2004 La terza sezione della Corte d'Assise di Roma assolve da tutte le accuse contestate i generali dell'Aeronautica Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo individuando responsabilità nelle condotte dei generali Bartolucci e Ferri in merito alle informazioni che i due militari fornirono, in maniera errata, alle autorità politiche, anche se per questo capo di imputazione il reato è considerato prescritto.

15 dicembre 2005 Bartolucci e Ferri sono assolti in appello.

Articoli


Daria Bonfietti: si riapre politicamente un mistero d┤Italia. I sostenitori dell┤Arma azzurra: un atto dovuto
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Erano accusati di alto tradimento per i presunti depistaggi. La corte d'Assise di appello di Roma: "Il fatto non sussiste"
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Nel disastro morirono le 81 persone a bordo del Dc9 Itavia. I familiari delle vittime: "Nessun responsabile. E' un'indecenza"
di AA.VV. su La Repubblica del 15/12/2005

Documenti


27 giugno 1980
Elenco completo delle 81 vittime della strage di Ustica
I passeggeri e personale di bordo del volo dell'Itavia numero 870
27 giugno 1980
2. Il caso Ustica
Dalla relazione della Commissione Parlamentare sul Terrorismo.

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